Taccuini Cactussici

S(angue) che B(agna) la T(erra)

Tra un paio di giorni torno in Italia per le vacanze (cosa assai strana, in quanto villeggerò per due fugaci settimane -quasi fossi un turista- nella mia città natale, e per di più, non avendo al momento un lavoro, più che di vere e proprie vacanze si tratta di un semplice e temporaneo riposizionamento geografico).

Sento già i dardi del solleone avvolgermi nel loro abbraccio munifico, la peluria delle pesche incitarmi ad una febbrile sbucciatura per suggerne il rigoglioso fluido rinvigorente, la lieve brezza delle serate opalescenti cullarmi tra musiche soavi e voci festose, il grembo patrio pronto a riaccogliermi con saggia benevolenza, senza rimproveri di sorta (in realtà schiatterò di caldo perché l'escursione termica Olanda-Stivale si aggira mediamente sui 20 gradi, nonostante mi piacciano moltissimo sono allergico alla buccia delle percoche -per cui devo usare due coltelli diversi per sbucciarle ed affettarle, rabbrividisco soltanto all'idea delle iniziative pseudoculturali se non di stampo meramente filobrasiliano attraverso le quali il comune ha in progetto di ammorbare le nottate più hot dell'agosto nostrano e infine temo il confronto Europa del Nord / Africa del Nord, evidente -almeno a livello culturalorganizzativo- già dagli stessi aeroporti).

In una parola, non vedo l'ora di partire (mi sto quasi pentendo, anche se credo che un briciolo di estate rivierasca -per chi ci è nato è vissuto oltre vent'anni- sia fisiologicamente irrinunciabile).

Zainetto in spalla, laptop e qualche libro : i miei bagagli non sono mai stati così esigui. Certo, ora ho un posto in cui vivere, ho trovato la mia dimensione! (a fine settembre devo lasciare questa casa e non ho ancora trovato qualcosa per i mesi successivi; a dire il vero non so neanche se ho intenzione di restare... tutto dipende da cosa accade da qui all'inizio dell'autunno, il che equivale a dire : work-in-progress perenne)

Tornare a San Benedetto del Tronto sarà fantastico, e tuttavia solo un salto nel passato, una gita proustiana dal sapore agrodolce, un rispolverare con l'aiuto dei sensi -sovraeccitati, data la stagione- quello che l'intelletto e l'immaginazione rimuginano nei sogni e nelle elucubrazioni come archetipo strutturale inevitabile, metro di paragone nelle scelte che incideranno il futuro, punto di partenza e di inevitabile -seppur sporadico- riapprodo (San Benedetto del Tronto è l'abitato più bello dell'universo, e non mi riferisco a quel paesotto che imputridisce beatamente -falcidiato dall'ignoranza benvestita, dalla speculazione edilizia, dall'arroganza danarosa e da emulazioni fallite in partenza; quel triste mondo abitato da innumerevoli esistenze stralunate, vittime di stereotipi edonisti già vuoti in partenza... NO. La San Benedetto in cui vorrei abitare per sempre, e che purtroppo -o per fortuna- non esiste più, è quella in cui muovevo i miei passi incerti da piccolo : quella in cui c'erano ancora vaste griglie di verde inutilizzato, sparpargliate nei dintorni del centro / quella in cui un uomo misterioso dentro una ruspa enorme e rumorosa sistemava gli scogli del nascente molo, mentre un circo equestre spargeva i suoi odori pregnanti nello spiazzale antistante / quella in cui a primavera l'Albula si riempiva di migliaia di piccole ranocchie / quella in cui decine di ragazzi, dell'età che ho adesso io mentre scrivo, cominciavano a bucarsi ed eventualmente a morire sdraiati sulle panchine della pinetina -forse presagendo questo infausto futuro).

@lbert dna figurt

Autore: mischia Categoria: Categoria default Letto 258x volte lunedì, 06.08.07 13:59:00 Permalink Punti "Karma": 11. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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Commenti:

  1. [1] Astolfo Orlandi host61-12-dynamic.61-82-r.retail.telecomitalia.it

    Che dire, a volte facciamo noi da Avis alla nostra terra grondante di sangue...o forse è peggio dire che ci dissanguiamo metaforicamente facendo ulteriormente grondare la striscia di terra che chiamiamo san beach. siamo talmente di passaggio su questo starnuto d'acqua e sabbia talora melmosa che usiamo chiamare "casa nostra" con relativo, celatissimo ma presente legame con le nostre radici, che dopo non ha senso menarsi il capo e l'uccello sull'assenza di possibilità se tutto il senso sta nel vivere nel passato o nello svilirsi o nel prendersi per niente sul serio ricadendo sempre nel solito sistema che magari sopportiamo a stento ma ci fa sentire coccola(n)ti ed estranei all'esterno (è colpa loro, io non ci posso fare niente). drogarsi di solitari monologhi collettivi da finta seduta psicanalitica e mascherati da finto missionarismo o senso di protezione o peggio di "amiconizia" è calarsi proustianamente non in due settimane di villeggiatura, come nel caso del signor Figurt che ha recuperato il DNA storico, che non compariva da anni nei suoi scritti, ma in tutta l'esistenza. e le madelaines psicotropiche fino a quando sortiranno il loro effetto? ed allora forse conviene salire come Astolfo sulla luna alla ricerca del senno, magari mantenendo, dicotomicamente ma consapevolmente, la pazzia di Orlando.

    Rispondi votes: 0 venerdì, 10.08.07, 11:55:47
  2. [2] Uha Esponenziale host15-135-dynamic.60-82-r.retail.telecomitalia.it

    mischia, fattelo dire, sei proprio un rimasto. Astolfo, fottiti l'epidermide gonadica

    Rispondi votes: 0 domenica, 02.09.07, 15:37:35
  3. [3] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Salve. Leggevo oggi, 14 gennaio 2008, un articolo sul web on repubblica.com, e il papa è intoccabile. più il titolo: clicca anche text
    e il titolo dice "IL VATICANO ACCUSA: "CENSURA"".
    AH! Il vaticano censura i gay, per esempio che "hanno" tutto il diritto di sposarsi civilmente, ed ecco che succede. ora il vaticano accusa di avere censure che subisce.
    Inoltre vengo al punto cruciale con calma. Il Vaticano pensa di essere una setta? Una setta che non fa autocritica - altrimenti che setta è - tanto da poter occultare che chi fa censura è esso stesso, tanto da poter dire di subire censura, e nella prima parte del titolo si legge "Assurdo contestare il Papa" e inoltre, terzo punto: il Papa la smette di avere un potere assolutistico ben oltre il totalitario?
    Ops scusi Papa, mi spiace di dire la verità. Non esiste la verità, esiste la realtà... dicono i sofisti. E voi di sofismo quarta categoria ne sapete qualcosa. Se il volgo cresce e diviene colto, voi lo instupidite con linguaggi sofisti, finalizzati a instupidirli e ipnotizzarli, livellando - altro fine del vostro turpiloquio - il livello creativo della gente, che si mette, culo sulla sedia, al vostro seguito privati dell'anima, e del peccato che l'anima non ha, che inventate voi per potere e cioè per soldi, l'odore dei soldi, e inoltre cari vaticani, l'anima ha errori, karma, macchie, non ha peccati. E poi come si toglie il peccato dall'anima, se togliamo l'anima stessa? è COME PULIRE UN CAMICIA BIANCA MACCHIATA DI CAFFè, BUTTANDOLA VIA DALLA FINESTRA DI CASA PROPRIA. E VOI ENTRARE ENTRATE NELLE CASE, CIOè NELLA PSICHE OSSIA ANIMA (IN GRECO FARFALLA SI DICE PSYCHE CHE SIGNIFICA FARFALLA!) E BUTTATE DALLA FINESTRA NON IL PECCATO, L'ANIMA, FACENDOVI SALTARE IN ARIA ALL'INTERNO DELLE MENTI E DELLA PSICHE DELLE PERSONE. E QUESTO PAPA, COME ANCHE IL CLERO TUTTO, SAREBBE UN MESSAGGERO DI PACE? ANCHE PER L0GICA, CHE è QUELLA CHE PIACE TANTO AL CLERO, IL CLERO è TAGLIATO FUORI DALLA LOGICA. OLTRE AL FATTO CHE IL CLERO USA LA LOGICA NON A FINI DI BELLEZZA ARTISTICA: A FINI DI BRUTTEZZA MORALE, ETICA, E ARTISTICA.
    ECCO IL GIOCO SMASCHERATO. D'ALTRA PARTE, QUANDO SONO QUASI TUTTI IPNOTIZZATI, GLI UNICI SVEGLI HANNO IL DIRITTO E IL DOVERE DI DIRE LA VERITà CHE ALTRIMENTI IL CLERO, CIOè VOI PRETI E CORTE DEL PAPA E ANCHE LEI, PAPA, QUESTA VERITà LA STUPRATE, OCCULTANDOLA COME SIETE BRAVI DA SECOLI A FARE. FATE SOLO QUELLO. FATE LA GUERRA ALLA VERITà. DOPO AVER DISTRUTTO TUTTI I SIMBOLI. E ORA VOLETE RIMETTERE IL LATINO NON PER RIPRISTINARE I SIMBOLI CHE NON NECESSITANO PROPRIO DEL LATINO, BENSì PER IPNOTIZZARE ANCORA DI PIù IL POPOLO. PER LASCIARLO POPOLO. CHE IN FONDO è QUELLO CHE GLI AVETE SEMPRE FATTO PENSARE E CREDERE DI VOLERE. OPPURE NON PENSARE: SOLO CREDERE DI VOLERLO ESSERE: NIENTE PIù CHE POPOLO. UN POPOLO PERò CHE NON NIENT'ALTRO CHE POPOLO è PARI ALLA CALOTTA CRANICA DI CHI HA SUBITO LA LOBOTOMIA FRONTALE, E INOLTRE è SCHIAVO. SERVO DI CRISTO, SE VOLETE. SERVO, SE DICIAMO LA VERITà. VOSTRO SERVO, SERVO VOSTRO. è ORA DI DIRE LA VERITà.

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 02:13:44
  4. [4] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    In più il Papa meglio gli autori che manovrano il blog, insomma si, il sito di REPUBBLICA, cercano costantemente di controllare. hanno anche abolito, meglio abbandonato il forum disattivandolo, così in questo modo hanno fatto censura dove parlano del clero che dice di subirla, la censura, cioè il clero prima fa censura, poi l'articolo in cui vien detto che subisce censura, poi attuano la censura dicendo con i fatti, che non possiamo controbattere. Questa è follia. Questo è il Papa.

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 02:16:24
  5. [5] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Ratzinger ora si morde la coda. Sembra impazzito. Clero, hai appurato se il Papa è privo di Alzeimer e di Parkinson e di Handicap da Idrocefalia?

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 02:17:52
  6. [6] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    I fatti sono palesi. Il Papa è uno yomo. scade appena lo si apre, uno yomo anomalo. Dalla vita breve. Scade, perchè è incoerente. La tolleranza che dovrebbe avere, che noi ci aspettiamo da lui, è ignota nei suoi discorsi alle nostre orecchie. I suoi dogmi sono diventati ordini isterici, dettati dalla meccanica proibitiva e simulatrice tipica della figura Papale, specie di questo Papa.

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 02:21:18
  7. [7] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Ratzinger è alle soglie della follia. Una follia degenerativa propria dell'abuso della forza, della bruttezza, della volgarità. i suoi discorsi tracimano di abbuffata e di "rimasticato" che scola bavoso dalla dentiera rotta e centenaria che ogni, singolo Papa ha.
    è per questo che i fedeli sono presi con la forza, sono solo rapiti dal Papa, non conquistati, quindi in realtà sono infedeli, e appena possono ribellano i propri animi con le stesse tecniche che il clero insegna... specie la fran gia corrotta del clero, quasi tutta cioè, anzi, forse, forse, tutta.
    Il Clero castra e la filosofia clericale pure, togliendo lo spirito del gioco alla vita, e trasformando la vita in altre cose. Non è che il Papa faccia un'autocritica una volta. No! Il Papa è nel giusto, il Papa il Papa! Che Papa!

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 02:25:42
  8. [8] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    La Chiesa deve il proprio potere non ai soldi... La Chiesa deve il proprio potere alla propria fragilità e fa credere, ai discepoli che hanno la stessa fragilità della Chiesa e quindi ci si deve sostenere a vicenda. La Chiesa è questo. La Chiesa è un mostro. E se voleva farla francescana, Dio non si rivolgeva a Ratzinger.

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 02:29:23
  9. [9] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Sicuramente Dio, si sarebbe rivolto a qualcun altro.

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 02:33:52
  10. [10] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    text

    Rispondi votes: 10 martedì, 15.01.08, 18:49:56
  11. [11] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    C'è che ci sono donne, lentamente, che mi sfiorano l'anima. Col tacco, col passo, e scalze. C'è che dipinte, la loro bellezza fa raggiante la bruna chioma, il cielo aperto nel loro sguardo sdrucciolevole, castano. Ci sono donne dolci come tenere chiappe al vento. Le cui guance, offrono poesie lente che bagnano gli occhi di speranze, coke, and food. ci sono donne consistenti, fatte di sostanza, chè se ne parla meglio vedendole, sincere, e timide nella loro avvolgente abbondanza.
    Ci sono donne con cosce piene e talloni liberi, veneri regine, che entusiasmano per la calma fiera della propria incertezza, quella scomparsa occhiata che riflette il cuore, valvola aperta sulle mie fragilità. Non fuggirmi, dovunque tu sia.
    Io non ti dimentico. E sei libera di tradirmi. Prendi il seme di un altro e abbandonami, parla con le tue amiche, gioca con i maschi di gomma, e fiera guardami stupita... Perchè ciò lo dico dentro di me, a te. Tu sola puoi sentirmi, patrona calda dell'intimità, coi fieri capelli, coi riccioli morbidi, che non arrivo mai a toccare per attendere che tu me li avvinghi e mi dai ciò che ti do. Amare è dare e avere, freschezza nel calore, intimità nell'avvinghiarsi come carne umana schiava dei tempi su materassi di lavanda e di mirti selvatico, alla ricerca di altre perfezioni sfuggenti, che circolano nel sangue in mezzo alla natura.
    Passa pure senza di me, stammi pure lontana, fammi pure del male, perchè posso reggerlo se vuoi. Come coppe rette da una biancheria, io sarò il reggiseno del tuo tempio, della regione nascosta e segreta che tracima e scippa la mia innocenza, frugando questa nei tuoi baci, che muoiono nelle mie labbra e rinascono dalla tua lingua.

    Bububu

    Rispondi votes: 10 lunedì, 21.01.08, 21:26:26
  12. [12] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    C'è che ci sono donne, lentamente, che mi sfiorano l'anima. Col tacco, col passo, e scalze. C'è che dipinte, la loro bellezza fa raggiante la bruna chioma, il cielo aperto nel loro sguardo sdrucciolevole, castano. Ci sono donne dolci come tenere chiappe al vento. Le cui guance, offrono poesie lente che bagnano gli occhi di speranze, coke, and food. ci sono donne consistenti, fatte di sostanza, chè se ne parla meglio vedendole, sincere, e timide nella loro avvolgente abbondanza.
    Ci sono donne con cosce piene e talloni liberi, veneri regine, che entusiasmano per la calma fiera della propria incertezza, quella scomparsa occhiata che riflette il cuore, valvola aperta sulle mie fragilità. Non fuggirmi, dovunque tu sia.
    Io non ti dimentico. E sei libera di tradirmi. Prendi il seme di un altro e abbandonami, parla con le tue amiche, gioca con i maschi di gomma, e fiera guardami stupita... Perchè ciò lo dico dentro di me, a te. Tu sola puoi sentirmi, patrona calda dell'intimità, coi fieri capelli, coi riccioli morbidi, che non arrivo mai a toccare per attendere che tu me li avvinghi e mi dai ciò che ti do. Amare è dare e avere, freschezza nel calore, intimità nell'avvinghiarsi come carne umana schiava dei tempi su materassi di lavanda e di mirti selvatico, alla ricerca di altre perfezioni sfuggenti, che circolano nel sangue in mezzo alla natura.
    Passa pure senza di me, stammi pure lontana, fammi pure del male, perchè posso reggerlo se vuoi. Come coppe rette da una biancheria, io sarò il reggiseno del tuo tempio, della regione nascosta e segreta che tracima e scippa la mia innocenza, frugando questa nei tuoi baci, che muoiono nelle mie labbra e rinascono dalla tua lingua.

    Malvo

    Rispondi votes: 10 lunedì, 21.01.08, 21:27:28
  13. [13] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Cara,
    dalla notte che ti ho persa, sembrano passati dei secoli. Sei forse tu celata in altri luoghi? Dove attendi che ti insegua? Dove celi le tue gambe, le tue labbra, le tue ciglia rovinate dal languore? Dove attendi? E dove riposi, cosa sogni, cosa pensi? La tua essenza mi raggiunge da questa finestra, i cui spifferi mi rifanno baciare e spremere il desiderio di te fino in fondo. Vorrei vederti nuda, in fronte a me, come un tempio e una donna, con le cosce vive, la tua schiena, il tuo profilo, come il viso che in te vedo.
    Cosa manca al nostro amore? Forse il tenero languore? Cosa perdo se ti parlo? forse perdo questo tarlo? é EVIDENTE CHE TI ATTENDO. Se mi cuocio poi non mento. Io di fronte a te son vivo, per cui ora te lo scrivo. Tu mi piaci apertamente, sei si timida e sei anche aulente. Rifletti bene ogni colore, tu ti muovi e fai l'amore. Sei più bella di una donna. Sei come una prima sbornia. No scherzavo sei divina! Tu lo sai, sei La Regina. Cosa sono, cosa resta, nè il perdono nè la festa. Se continuo a scomparire, tu non puoi più applaudire. Io vorrei dirti "Son forte, sono l'uomo della morte, io sfidai la dura sorte, e se serve sfondo porte"... ed invece sono triste, perchè temo che la gioia, come in delle sorti miste, voglia poi chiamarsi troia. Ecco questo ora lo sai... se non mi avvolgerai, e poi mi abbandonerai, tu il mio cuore ucciderai, come un killer sai? Si lo puoi, hai tu il potere. Io al massimo ammiro bene il tuo sedere. Sei leggera e con le curve, sei formosa e non son burle.
    Tu mi ascolti o ridi dentro? Tu mi piaci, e lo sento...
    Non vorrei finisse presto. Non vorrei morire adesso. Non vorrei il sogno poi, rovinasse la realtà. Per lasciarla come sta, basta fingere oh Maestà. è che la verità ora è il mio sogno, e in esso sono sbornio. Non controllo il mio terrore, che tu hai già svegliato il cuore. Il mio cuore in questo sogno, in questo lieto paradiso, è carnale e ha bisogno, di un abbraccio tutt'intorno. Se mi stringi e mi prometti, che nel sogno non son solo, che nel sogno siamo in volo, l'innocenza che ci aspetta, per me un pò a forma di tetta, per te forse chi lo sa, ci rapisce in un sol-là, e la musica che udiamo, è perchè mi prendi per mano... Ora non lasciarmi, chè ti stringo. Io sulla tua vita mi abbarbico e poi mi avvinghio, siamo stretti in un abbraccio, sei più tenera di Maggio e sei calda come un raggio, sei la donna del viaggio. Il tuo viso è regolare come un bello e raro ovale.
    Forse è ovvio per te esser baciata, e forse anche conquistata. Forse non sei molto avvezza, ad scalfire la fortezza, quando un uomo è conquistato, cala il ponte poi sul prato, tu puoi entrare mia Regina, tu reale tu lentina. Nella tua eleganza al passo, io non odo questo chiasso. E le trombe e le fanfare, io in te vedo albe chiare. Se vuoi stringimi di più, io ricambio e niente più, perchè se mi lasci cado, e non passerò più un guado. Ti vorrei soltanto dire, di non ridere se il tuo sire, è davvero tanto stanco di lottare per trionfare. Chi ha trionfato se non tu? Io non sono Barbablu, al sol patto che mi accetti... che ti prendi i miei difetti... che di amore un pò ti infetti...

    Vero

    Rispondi votes: 10 lunedì, 21.01.08, 21:59:31
  14. [14] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Ora non voglio che te. Sei qui, a fianco a me. Io non dico che sei suora. Io non penso questo sai...
    Io lo so di che hai bisogno. Non son mica poi così tonto. è che sembra tutto bello, e è questo che io temo. Or son qui e mi raffreno, perchè un gesto solo può ferirmi e farmi male.
    Ahia senti che dolore! Io impazzisco nel mio cuore. Qui c'è posto anche per te, entra dentro e bevi un thè...
    Sai regina che ti dico? Che da quando io ti ho vista, son di febbre un pò malato. Perchè mi sono innaMORATO.
    Sei bella e bella e bella che ti darei pure una stella e sarebbe tutto inutile. sei tu la mia costellazione, la mia visione.
    Attendevo chissà cosa, e ora tu sei qui mia sposa.
    Io ti darò tanti figli. Tu mi dai già tutti i tuoi gigli. Sei speziata come un vento, più frizzante del tormento. Se ti annuso sai di vino, sai di terra e di mattino.
    Sai di miele e di domande... io ti voglio e tu sei grande. NOn lasciarmi a piedi nudi, soffocato dalla notte. Nel dormire un pò vicini, sento scalzi i tuoi piedini, te li bacio e come ridi, sei la donna che ora vivi.

    Vivo

    Rispondi votes: 10 lunedì, 21.01.08, 22:19:04
  15. [15] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    PREGHIERA:
    C'è che ci sono donne, lentamente, che mi sfiorano l'anima. Col tacco, col passo, e scalze. C'è che dipinte, la loro bellezza fa raggiare la bruna chioma, il cielo aperto nel loro sguardo sfuggente, moro. Ci sono donne dolci come arie tiepide fra chiappe d’aria. Le cui guance, offrono poesie lente che bagnano di occhi le speranze, coke and food. Ci sono donne aulenti, di sostanza, chè se ne parla meglio a vederle, sincere e fiere nella loro avvolgente abbondanza.
    Ci sono donne con cosce piene e talloni alati, veneri vive, che sentono la calma fiera della propria incertezza, quella liscia occhiata che riflette il cuore, aperta sulle mie fragilità. Non fuggire dovunque tu sia.
    Io ti ricordo. E sei libera di andare. Prendi il seme d’un altro e scappa, parla con amiche, gioca con maschi di gomma, e fiera guardami... Perchè ciò lo dico in me a te. Solo tu puoi sentirmi, patrona calda dell'umidità, col fiero capello, ricciolo morbido, che non arrivo mai a baciare per attendere che me lo poni e mi dai ciò che ho. Amare è dare e avere, luce di calore, freschezza in intimità, avvinghiarsi come carne umana schiava dei letti alla lavanda, alla ricerca dell’instabilità, che circola pazza nel sangue.
    Passa pure senza me, domani fammi pure del male, voglio reggerlo. Come coppe rette dal cotone sarò il pizzo del seno, regione nuda e segreta che scippa abbondanza e fruga fra i baci in labbra e nascono dal tuo alito.

    Rispondi votes: 10 martedì, 22.01.08, 15:29:13
  16. [16] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    PREGHIERA 2:
    Cara,
    dalla notte che ti vidi paion anni. Sei forse altrove? Dove mi attendi? Dove celi ginocchia e cosce e ciglia? Dove vai? E dove sogni? La tua essenza mi preme. Nuda, con me: un tempio e una donna, viva schiena, profilo intenso.
    Cosa c’è nel cuore? Forse gioia? Io trafitto e tu donna. Tu mi piaci, profumata, a volte spettinata. Acqua e sapone. Donna sbornia. Regina! Vorrei dirti "Son forte, sfido Morte. è la sorte: sfondo porte!”. Temo la gioia, è sulla soglia! Hai le forme che ammiro, mi uccidi come un ghiro. Tu mi aquila divina, sempre se non sei gattina. Sei di Maggio il raggio, come sole in un viaggio. Cos’è l’amore? Non è in un odore? La conquista è tua, Regina. Hai difetti che anche ammiro. Vero è ciò per cui ti scrivo.

    Rispondi votes: 10 martedì, 22.01.08, 15:44:43
  17. [17] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Ci sono donne superiori.

    Rispondi votes: 10 mercoledì, 23.01.08, 01:49:02
  18. [18] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    La fica. Elogio della vigna amara. Come Van Dick tette alla cock... Ti bacio dentro. Sempre in carne, fanno festa le mie ghiande. Tu ci provi sbarazzina a conquistarmi farfallina. Io ti amo e ti sposo, ti dò figli e ancora più oso, perchè sei bella più di un giglio, sei il mio cantico e sei bona, come una donna supernova,io ti ammiro quando dormi sei perfetta e le tue tette, sono calde e sode e grandi, coi capezzoli festanti. Improntati al caldo letto, io per te ho molto affetto. Sono nuovo ai complimenti, tu mi stendi e mi pretendi. Io ti offro quel che ho, tu sei donna e canti un pò. Mentre il tempo ci allontana, io ubriaco per la strada e giro in tondo dentro me, io ti penso e sono un Re! Sei la fata sei la ninfa, le più donna e la più spinta. Io ti adoro e nel mio cuore, c'è soltanto il tuo sapore. Ora è vero che ti amo, che ti adoro come un toro. Tu sei affabile e geniale, quando strizzi il genitale. Quando stringi la tua fica, per avere la spruzzata, sei carnale come tante, e le tante sono te. Tu sei ogni donna e oso, dirti che io si ti sposo! Ti rapisco almeno un pò, prendo tutto il tuo amo', ti afferro per i piedi, ti ribacio rondinetta, nel tuo culo sei perfetta. Che cos'è un tuo difetto? Forse l'ampio e grande petto? Forse il genio che in te vive? Forse l'alito che ride? Forse fra le tue ginocchia, è lì l'isola che scoppia. Io ti adoro e te lo dico, non sei il mio più grande amico. Sei capelli neri e lisci, sei due sise tonde e felici, sei il tuo corpo più prezioso, che io abbia così goloso, e sei unica nel tuo genere, sei formosa come Venere!

    Rispondi votes: 10 mercoledì, 23.01.08, 14:13:04
  19. [19] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Il tuo nome lo nascondo. Sarei molto furibondo. Darei tutto per unirmi, al tuo dito e per udirmi devi attendere quel giorno. Non sarà un filmino porno, quando il sesso è più adorno. E ti lecco la matita che mi metti nella vita, dove scrivi rantolando, il tuo spirito prima affranto, ora perso e vaneggiando, torni a casa nel mio manto. Io ti proteggo se lo vuoi, anche se poi ti rifuggi nelle lettere che sfuggi. Perchè struggi il mio pensiero, il mio cuore, il mio vero grande enorme desiderio, e appeso son sul serio ad un filo di speranza, come organza sulla panza, io ti spalmerò il mio fuoco, e tu gocciolante cuoco cuoci tutti i miei pensieri, sono cotto già da ieri! Sono vivo e mentre scrivo mi dimentico che vivo, come un naufrago perduto io in te annego e vado nudo.

    Rispondi votes: 10 mercoledì, 23.01.08, 14:19:57
  20. [20] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    è bene andare a letto ridendo della giornata. è che una riga la vorrei scrivere. Ci sono donne speciali. Tali donne sono belle.
    Hanno il mistero dello sguardo, sono delicate e mordibe come sogni di baci veri.

    Rispondi votes: 10 venerdì, 01.02.08, 02:17:40
  21. [21] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    è che tali donne meritano il sorriso del giorno, e lo vogliono di notte. Ah le donne... misteriose e libere come fiumi in estate.

    Rispondi votes: 10 venerdì, 01.02.08, 02:19:02
  22. [22] bububu host34-4-static.91-82-b.business.telecomitalia.it

    Le donne sono perno della gioia. Le donne sono vive e vere, e permeano i desideri. Che ridono di desideri.

    Rispondi votes: 10 venerdì, 01.02.08, 02:22:32

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